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Università di Trento

Didattica in Movimento: il Dipartimento di Ingegneria Industriale fa il punto, tra flessibilità e competenze umane

Flessibilità, competenze trasversali e centralità dello studente: il DII apre una riflessione corale sulla didattica

Con partecipazione del corpo docente, e con il contributo dei rappresentanti degli studenti, dei professionisti e del sistema economico trentino, il Dipartimento di Ingegneria Industriale ha aperto una riflessione sincera e concreta sulla didattica, sulle sue sfide e sulle sue promesse. E lo ha fatto con una giornata dedicata interamente alla didattica, non come celebrazione autoreferenziale, ma come spazio di ascolto, confronto e ripensamento.

A fare da motore, una convinzione condivisa: l’università non può limitarsi a trasmettere conoscenze, ma deve accompagnare gli studenti verso un futuro professionale all’altezza delle loro aspettative e delle esigenze del tessuto produttivo.

Un momento di analisi e consapevolezza

Dopo l’apertura del Direttore del Dipartimento, Prof. Alessandro Pegoretti, il Prof. Daniele Fontanelli, Delegato alla Didattica, ha tracciato il quadro dell’offerta formativa attuale. Se da un lato gli studenti iscritti esprimono un buon livello di soddisfazione, dall’altro emergono criticità significative, in particolare nei percorsi magistrali: iscrizioni in calo e sostenibilità messa alla prova.

Fra le iniziative in corso: una revisione del corso in Ingegneria Meccatronica, un ripensamento del carico orario per credito formativo e un potenziamento della didattica innovativa.

Didattica innovativa e centralità della persona

Nel suo intervento, il Prof. Massimiliano Barolo, docente all’Università di Padova ed esperto di didattica innovativa, ha sottolineato come l’ingegneria industriale non possa più basarsi solo sulla trasmissione di formule: oggi è necessario formare studenti capaci di affrontare problemi reali, lavorare in gruppo, gestire incertezza e complessità. Laboratori interdisciplinari, progetti concreti, esperienze collaborative sono la direzione da seguire.

Tuttavia, innovare non significa solo cambiare contenuti. La Prorettrice alla Didattica dell’Università di Trento, Prof.ssa Paola Venuti, ha ricordato con forza la necessità di costruire contesti umani e motivanti. L’università, ha detto, deve saper rispondere anche al disagio psicologico, offrendo strumenti per orientarsi, sentirsi accolti e ritrovare fiducia.

Il punto di vista delle imprese

A portare la voce del mondo economico sono stati:

  • Ing. Luca Arighi, Vicepresidente di Confindustria Trento
  • Ing. Silvia Di Rosa, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Trento
  • Ing. Luca Mion, HIT – Trasferimento Tecnologico
  • Dott.ssa Ileana Cucovaz e Dott. Loris Mattè, Manpower Group

Se la richiesta di competenze tecniche solide resta imprescindibile, a fare la differenza oggi sono le abilità trasversali: statistica, analisi dei dati, capacità di lavorare per obiettivi, comunicare in modo efficace. “Non cerchiamo più solo tecnici, ma persone capaci di leggere la complessità”, è stato il commento più ricorrente.

Studenti tra aspettative e concretezza

Gli studenti, protagonisti attivi della giornata, hanno espresso apprezzamento per la laurea triennale e per l’organizzazione dei tutorati. Tuttavia, il passaggio alla magistrale è vissuto come critico: percorsi percepiti come troppo teorici, scarsamente orientati al mondo reale, con un bisogno chiaro di maggiore specializzazione e concretezza.

Anche i dati raccolti dal Dipartimento lo confermano: molti studenti, giunti al terzo anno, scelgono di non proseguire all’interno dell’Ateneo trentino. Le ragioni? Rigidità nei piani di studio, barriere all’accesso (CFU, media minima, livello d’inglese), e una formazione spesso vissuta come troppo astratta.

Un esempio emblematico è il calo d’interesse per la robotica e l’elettronica nella laurea in Meccatronica, forse penalizzata da una rigidità eccessiva del percorso. 

Verso un nuovo approccio

Il Dipartimento di Ingegneria Industriale si trova oggi in una posizione peculiare: propone una sola laurea triennale, una scelta unica nel panorama nazionale, e distinta anche rispetto ai percorsi del DICAM e del DISI. Inoltre, ha la necessità di migliorare l’approccio alla comunicazione: in un contesto universitario sempre più competitivo si deve cambiare approccio. Non basta più dire cosa offriamo, ma dobbiamo partire da chi ci ascolta: quali sono le aspettative dei liceali? Quali i bisogni degli studenti fuori provincia? È a loro che dobbiamo saper parlare.

Anche la ristrutturazione dei percorsi didattici del Dipartimento e l’innovazione didattica devono essere più centrali. Per iniziare a rispondere, si pensa ad una ricognizione interna tra i docenti: l’obiettivo è mappare le pratiche di didattica innovativa già in atto, per valorizzarle e diffonderle.

Costruire aule per il futuro

La giornata si è chiusa con un messaggio chiaro: le sfide emerse devono ora diventare azioni concrete. Se il futuro dell’ingegneria passa dalle aule universitarie, è tempo di costruirle a misura di chi le abita: con flessibilità, apertura, ascolto e competenze. Ma soprattutto, con una visione condivisa e lungimirante.

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Redazione DII News
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