In un’epoca in cui la scarsità idrica è una delle sfide più urgenti, la risposta arriva dal cuore della ricerca trentina. Lo scorso 13 novembre 2025, nella cornice dell’Itas Forum di Trento, si è conclusa l’edizione annuale della Trentino Startup Valley (TSV), vedendo il team di Soilence conquistare il secondo posto. Davanti a una platea di oltre 200 persone, tra investitori, imprenditori e rappresentanti istituzionali, il progetto ha dimostrato come la tecnologia possa offrire soluzioni concrete a uno dei problemi più critici del nostro tempo.
Il cuore pulsante di Soilence è un ammendante idro-retentore completamente biodegradabile, progettato per trattenere l’acqua nel terreno e rilasciarla gradualmente alle colture. Questa tecnologia mira a migliorare drasticamente la resilienza agricola durante i periodi siccitosi, offrendo agli agricoltori uno strumento sostenibile e scientificamente validato. Per i fondatori, questo riconoscimento conferma che innovare in agricoltura non è solo possibile, ma necessario per gestire in modo efficiente la risorsa più preziosa: l’acqua.
Dalla selezione al mercato Il successo di Soilence è il coronamento di un intenso percorso iniziato a febbraio 2025 all’interno della Trentino Startup Valley, il programma di accelerazione promosso da Trentino Sviluppo e Fondazione HIT. La sfida, durata mesi, ha visto Soilence competere con altre 25 startup attraverso diverse fasi rigorose:
Questo percorso di accelerazione ha permesso al team di trasformare un’intuizione tecnologica in una realtà solida e pronta per le sfide del mercato globale.
Dietro Soilence opera un team di ricercatori d’eccellenza del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII), composto da Alessandro Sorze, Laura Simonini, Marica Bianchi e Francesco Valentini. Il traguardo raggiunto all’Itas Forum è frutto del lavoro di gruppo e della fiducia ricevuta da Fondazione HIT e dall’Università di Trento.
Ovviamente, il secondo premio non è un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio. I prossimi passi sono tracciati: il team è ora impegnato nello sviluppo del brevetto e nelle procedure per l’accreditamento ufficiale come startup universitaria. L’obiettivo finale resta chiaro: portare l’eccellenza della ricerca accademica direttamente sul campo, rendendo l’agricoltura di domani più forte, sostenibile e pronta ad affrontare i cambiamenti climatici.