Rivista di informazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale

Università di Trento

La cultura metrologica come antidoto agli errori giudiziari

Nella società odierna un numero crescente di procedimenti penali viene deciso facendo riferimento a conoscenze scientifiche utilizzate per ricostruire la realtà fattuale sulla base di rilievi sperimentali e misurazioni (la cosiddetta prova scientifica), i cui risultati assumono spesso un peso determinante nelle decisioni finali.

La rilevanza sempre maggiore della prova scientifica nel contesto giudiziario si accompagna a una crescente fiducia, da parte degli operatori del diritto, verso le informazioni ottenute con metodi di analisi scientifica. Tuttavia, ritenere tali evidenze automaticamente più affidabili in virtù della loro apparente oggettività rispetto ad altre prove, come, ad esempio, la testimonianza, è un approccio potenzialmente fallace. Anche la scienza ha limiti intrinseci e non assicura certezze assolute, come invece si tende talvolta a ritenere, soprattutto in sede giudicante.

Il progetto PRIN 2022: la metrologia entra nel processo penale

Per garantire una valutazione e un utilizzo più consapevoli della prova tecnico-scientifica è necessario introdurre nel processo penale i concetti fondamentali della metrologia, disciplina che costituisce il fondamento dell’indagine scientifica. Questo è stato l’obiettivo del progetto di ricerca “Verso una maggiore affidabilità della prova tecnico-scientifica per mezzo della metrologia forense. Un nuovo antidoto agli errori giudiziari”, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU nell’ambito del bando PRIN 2022 del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Il titolo del progetto esprime con chiarezza l’ipotesi di fondo: la cultura metrologica può rappresentare un ausilio prezioso nella gestione della prova scientifica, in particolare, ma non solo, nella valutazione dell’affidabilità dei risultati ottenuti tramite tecniche e metodi delle scienze forensi, contribuendo così a minimizzare il rischio di “falsi positivi”, ossia di condanne ingiuste.

La metrologia è, per sua natura, la scienza che fornisce gli strumenti concettuali per valutare, gestire e interpretare l’incertezza che caratterizza ogni misurazione. Non a caso, il suo ruolo cruciale in ambito forense è stato riconosciuto anche nel PCAST Report (2016) del Council of Advisors on Science and Technology del Presidente Obama e nella Dichiarazione di Sydney del 2022 (Revisiting the essence of forensic science through its fundamental principles). In Italia, tuttavia, sono ancora limitate le riflessioni sulla “validità” dei risultati di prova, in particolare sul concetto di incertezza di misura e sui criteri per la sua valutazione. Il progetto, conclusosi a fine 2025, ha inteso contribuire a colmare questa lacuna.

Il Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) dell’Università di Trento ha partecipato alla ricerca, coordinata dalla Prof.ssa Di Paolo della Facoltà di Giurisprudenza, mettendo a disposizione competenze metodologiche sugli aspetti metrologici. Hanno inoltre collaborato l’Università dell’Insubria e il Politecnico di Milano.

Dall’analisi dei casi studio alle linee guida operative

La prima fase della ricerca ha evidenziato, anche attraverso casi di studio, le principali criticità che la prova scientifica pone nella prassi giudiziaria. Successivamente sono stati analizzati i possibili contributi della metrologia nei passaggi probatori più delicati del processo penale.

Da questo approfondimento, teorico e applicativo, sono scaturite best practices e linee guida finalizzate a garantire un impiego corretto e proficuo dei concetti metrologici nel giudizio penale. Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati in riviste scientifiche di rilievo e raccolti in un Libro bianco disponibile sul sito del progetto:
https://www.giurisprudenza.unitn.it/4642/prin-2022

I risultati ottenuti possono favorire la diffusione di una nuova cultura probatoria fondata sul “dubbio metodico”, essenziale per prevenire bias cognitivi ed errori giudiziari. Inoltre, contribuiscono alla costruzione di un lessico comune tra giuristi ed esperti tecnico-scientifici, facilitando la comprensione reciproca e promuovendo una maggiore consapevolezza dei limiti intrinseci della prova scientifica.

Come illustrato nel Libro bianco, l’applicazione dei principi metrologici nei diversi ambiti delle scienze forensi rappresenta un significativo valore aggiunto. La metrologia, infatti, consente di individuare, quantificare ed esprimere l’incertezza insita in ogni risultato di misura, garantendo trasparenza, affidabilità e riproducibilità alle indagini scientifiche e rafforzando la solidità epistemologica del sapere tecnico utilizzato nel processo.

L’attualità ci espone costantemente a decisioni in contesti di elevata complessità, dalla gestione della pandemia alle proiezioni sui modelli climatici, fino a casi giudiziari ad alta rilevanza mediatica, che hanno reso evidente quanto sia delicato il rapporto tra conoscenza scientifica, incertezza e processi decisionali.

Trasferire al mondo giudiziario la consapevolezza dei limiti intrinseci della scienza è dunque non solo opportuno, ma cruciale. Accettare che l’incertezza possa essere quantificata e governata, ma mai completamente eliminata, riduce il rischio che i risultati delle indagini vengano interpretati come verità assolute. È invece necessario che chi accusa e chi giudica sappia distinguere il grado di affidabilità delle informazioni disponibili, comprendendo il peso e i limiti dei metodi e degli strumenti scientifici utilizzati, nonché l’impatto di eventuali bias cognitivi, propri tanto dell’esperto quanto dell’operatore del diritto.

In questa prospettiva, la cultura metrologica si configura come un presidio fondamentale contro gli errori giudiziari e come un contributo qualificante che il DII offre al dialogo interdisciplinare tra scienza e diritto.

Ricerca di:

Dario Petri
Misure elettriche e elettroniche
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