Rivista di informazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale

Università di Trento

Dall’Università di Trento alla Ferrari Formula 1

Ferrari incontra gli studenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale: La F1 Engineering Academy si presenta agli ingegneri industriali per cercare nuovi talenti

“This is my dream” così ha risposto Marco, uno studente di ingegneria industriale alla domanda “perché sei qui?”.

Marco ha poi continuato: “Fin da piccolo quando guardavo i gran premi di Formula 1 con mio padre, il mio sogno era di essere anch’io presente sulla pista. Ma non come spettatore, neppure come pilota, ma come ingegnere. Mi ha sempre affascinato l’organicità del bolide di Formula 1 dove ogni componente, meccanico ed elettronico, deve funzionare correttamente ma soprattutto coordinarsi con gli altri componenti. Questo è lo spirito del lavorare in Team che mi ha sempre affascinato.

Come Marco quasi 200 studenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale si sono dati appuntamento il 23 marzo 2026 presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento per ascoltare la presentazione di F1 Engineering Academy 2026, progetto che mira a selezionare i migliori ingegneri industriali per inserirli all’interno di Scuderia Ferrari HP, il team impegnato nel campionato del mondo di Formula 1.

Ma come si entra davvero in uno dei team più iconici e competitivi al mondo? Quali competenze servono, e che tipo di persone cerca Ferrari?

I rappresentanti della Ferrari hanno portato gli studenti in un viaggio iconico del mondo delle corse, in una mattinata tra orientamento, tecnologia e racconti.

Protagonista della prima parte dell’incontro è stata Chiara Gotra, Employer Branding & University Relations di Ferrari, che si occupa di reclutamento e relazioni con le università. Psicologa di formazione, oggi lavora a stretto contatto con i giovani ingegneri che sognano di entrare in Ferrari, seguendo in particolare il programma F1 Engineering Academy, uno dei principali canali di accesso al team di Formula 1.

La F1 Engineering Academy è un percorso dedicato a laureate e laureati magistrali in ingegneria industriale. Il programma prevede un primo inserimento con uno stage di sei mesi nella sede di Maranello e, per i profili più promettenti, la possibilità di proseguire con un percorso professionale all’interno della Scuderia.

Come è stato sottolineato durante l’incontro, non bastano solo le competenze tecniche: Ferrari cerca persone capaci di lavorare in squadra, affrontare problemi complessi, adattarsi velocemente e continuare a imparare in un ambiente dove tutto cambia molto rapidamente e dove ogni dettaglio può fare la differenza tra vincere e perdere.

La seconda parte dell’incontro ha portato gli studenti e le studentesse ancora più vicino alla pista, grazie al tech talk di Matteo Pelosi, che si occupa di performance analytics in Scuderia Ferrari. Il suo intervento ha mostrato quanto, oggi, la Formula 1 sia anche – e soprattutto – un mondo fatto di dati, simulazioni, modelli matematici e analisi delle prestazioni. Ogni sensore sulla vettura genera dati, ogni giro produce informazioni, e il lavoro degli ingegneri è trasformare questi numeri in decisioni: come migliorare la vettura, come ottimizzare la strategia, come guadagnare anche solo pochi millesimi di secondo.

L’evento si è concluso con molte domande da parte degli studenti, interessati a capire quali percorsi scegliere, quali competenze sviluppare e come prepararsi per entrare in un ambiente così competitivo.

Al di là del fascino della Formula 1, l’incontro ha mostrato qualcosa di molto concreto: il legame sempre più stretto tra università e mondo del lavoro e l’importanza, per gli studenti, di affiancare allo studio competenze pratiche, capacità di lavorare in gruppo e flessibilità. Perché, come hanno raccontato i relatori, lavorare in Formula 1 non significa solo essere brillanti ingegneri, ma anche saper lavorare sotto pressione, confrontarsi e collaborare con team internazionali e multidisciplinari per migliorare continuamente, essere umili ma nello stesso tempo coraggiosi e fiduciosi, e soprattutto essere curiosi e sempre disponibili ad imparare e crescere sempre.

E per qualcuno, tra le studentesse e gli studenti che erano seduti in aula, quel sogno che si chiama Ferrari potrebbe essere meno lontano di quanto sembri. Anche Marco, il nostro studente intervistato, sicuramente applicherà per la selezione e speriamo che venga chiamato per poter sperare nella realizzazione del suo sogno.


ph. Credits: Luca Benedetti, DII – riproduzione autorizzata

Ricerca di:

S.R.
Vuoi restare aggiornato

Iscriviti alla newsletter di DII News