Rivista di informazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale

Università di Trento

innovazione

I sistemi GNSS hanno trasformato il nostro rapporto con lo spazio: oggi possiamo localizzare con precisione oggetti, persone e veicoli, aprendo la strada a innovazioni nella logistica, nella robotica e nei servizi personalizzati, con una precisione mai vista prima. Ma cosa succede quando i satelliti non ci vedono perché ostacolati da muri e strutture?
Grazie alla fotonica integrata e alla luce squeezed, i ricercatori stanno sviluppando nuove tecnologie per rivelare le onde gravitazionali. Queste soluzioni mirano a rendere i futuri rivelatori più compatti, stabili ed efficienti, ampliando la nostra capacità di ascoltare l’universo.
Oggi la pressione esercitata dalla crescita demografica e dal consumo globale, unita alla limitata capacità del pianeta di fornire risorse e smaltire rifiuti, impone un cambio di rotta: dobbiamo passare a un’economia circolare. Una visione più lungimirante, costruita attorno ai principi del “riparare – riutilizzare – riciclare” (le tre R), dove il concetto di circolarità è insieme tecnico, culturale e sociale.
In che modo l’ingegneria può contribuire a costruire sistemi logistici più efficienti, digitalizzati, ma anche attenti alle persone? È la domanda al centro di un progetto di dottorato del Dipartimento di Ingegneria Industriale che ha esplorato la logistica in contesti reali e ad alta complessità con un obiettivo preciso: coniugare efficienza operativa e sostenibilità sociale.
Oggi l’Europa è completamente dipendente dall’importazione di gomma naturale – una materia prima considerata “critica” dalla UE; solo l’1,5% della gomma da pneumatici a fine vita viene effettivamente riutilizzata per produrne di nuovi. A queste sfide cerca di rispondere NORUBTREET_4_LIFE, un progetto europeo finanziato nell’ambito di Life Horizon Europe.
Portare l’intelligenza artificiale nello spazio non è affatto semplice. Innanzitutto, l’ambiente extraterrestre è estremamente ostile: senza la protezione dell’atmosfera e del campo magnetico terrestre, i componenti elettronici (così come gli esseri umani) sono esposti ad una quantità enorme di radiazioni (i raggi cosmici). Per dare un’idea: in un viaggio di andata e ritorno su Marte, circa la metà delle cellule del corpo umano verrebbe danneggiata o distrutta dalla radiazione. Purtroppo l’elettronica é ancora più fragile del corpo umano e l’esposizione ai raggi cosmici fa sì che il calcolo svolto risulti sbagliato.
Negli ultimi anni, l’ingegneria ha vissuto una trasformazione radicale grazie alle strutture lattice: reticoli tridimensionali leggeri ma resistenti, ispirati alla natura. Dalle spugne ossee ai ricci di mare, queste geometrie innovative stanno rivoluzionando la progettazione di materiali e componenti meccanici.
La realtà aumentata applicata alla riabilitazione consente esperienze condivise tra paziente e terapista. Contenuti digitali personalizzati e gamificati migliorano motivazione, precisione del monitoraggio e coinvolgimento. Un progetto con il NAIST mostra l'efficacia di questa innovazione.
MAKO è un progetto di ricerca italiano che unisce biomimetica e nanotecnologia per sviluppare nuove superfici in alluminio ad alte prestazioni per l’aeronautica. Ispirandosi alla pelle dello squalo mako, nota per le sue microstrutture aerodinamiche chiamate riblets, il progetto mira a ridurre l’attrito e migliorare l’efficienza dei velivoli.
Uno studio esplora come l’insicurezza lavorativa incida sulla creatività collettiva in un grande istituto di ricerca italiano. Contratti instabili, cambi di ruolo e carichi di lavoro influenzano motivazione, collaborazione e capacità di innovare. Strategie possibili? Relazioni, fiducia e leadership.
Negli ultimi decenni, la ricerca sui difetti nei materiali ha assunto un ruolo sempre più centrale nello studio dell'affidabilità strutturale e della fatica dei materiali. La crescente complessità delle applicazioni ingegneristiche, dalle infrastrutture ai settori aerospaziale e biomedicale, richiede una comprensione sempre più approfondita delle imperfezioni microstrutturali e dei loro effetti sulle prestazioni meccaniche.
Negli ultimi cinque anni, le competizioni tra veicoli autonomi si sono trasformate in un vero e proprio laboratorio sperimentale per la mobilità intelligente. Eventi di prestigio come la Abu Dhabi Autonomous Racing League e la Formula Student Driverless hanno portato auto stile Formula 1 a competere senza pilota, spingendo al limite le capacità di pianificazione, controllo e percezione in tempo reale. Tuttavia, queste sfide hanno anche evidenziato gli ostacoli ancora irrisolti che emergono quando un veicolo deve operare ad alte velocità e affrontare situazioni di guida al limite dell’aderenza.
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